Iveco è ufficialmente indiana
Mezzo secolo e un anno dopo la sua fondazione, il marchio torinese passa defintivamente di mano
Con la conferenza stampa congiunta Tata-Iveco dello scorso 3 novembre a Torino inizia ufficialmente la nuova era del gruppo Iveco, quella sotto guida indiana. Tutti i passaggi di legge necessari sono stati portati avanti negli ultimi mesi per arrivare al trasferimento di oltre l’89 per cento del pacchetto azionario Iveco ai Tata.
Natarajan Chandrasekaran, presidente del consiglio d’amministrazione di Tata Sons., Tata Motors Ltd e Iveco Group N.V., ha dichiarato: “Oggi segna l'inizio di un nuovo ed entusiasmante capitolo per Tata Motors e Iveco Group. Due organizzazioni forti e di successo si sono unite per creare una vera realtà globale della mobilità commerciale. A renderlo possibile sono stati valori condivisi, un comune impegno per una mobilità sostenibile e l'ambizione di contribuire a plasmare il futuro del trasporto commerciale. Investiremo con una visione di lungo termine, favorendo la vicendevole circolazione di idee e competenze e valorizzando la nostra dimensione, la presenza globale e i nostri talenti per contribuire a costruire una mobilità più sicura, intelligente, connessa e sostenibile. Colgo l'occasione per esprimere il mio apprezzamento al Governo italiano, alle autorità regolatorie delle diverse giurisdizioni, ai nostri dipendenti, azionisti e a tutti gli stakeholder: la loro fiducia, collaborazione e supporto ci hanno consentito di raggiungere questo importante traguardo. Rivolgo inoltre un caloroso benvenuto nella famiglia Tata ai colleghi e alle colleghe di Iveco Group e guardo con entusiasmo a tutto ciò che potremo realizzare insieme”.
Numeri alla mano, insieme, Tata Motors e Iveco Group formano un gruppo leader nella mobilità commerciale di rilevanti dimensioni globali, presente in oltre 130 Paesi, con volumi di vendita di circa 590mila unità e ricavi combinati di circa 21 miliardi di euro; il tutto generato da oltre 72mila collaboratori, distribuiti su 27 siti produttivi, 25 centri di ricerca & sviluppo nonché circa 9.300 punti vendita e assistenza.
Nelle parole del board c’è la voglia di traghettare in maniera verso la nuova entità tutti: clienti, concessionari, fornitori e partner commerciali. Contratti esistenti, relazioni commerciali, garanzie, servizi post-vendita e soluzioni di finanziamento continueranno senza cambiamenti, supportati dagli stessi team e dalle stesse reti operative, lasciando anche la testa pensante in quel di Torino.
Almeno nell’immediato, perché del domani non v’è mai certezza anche in campo lavorativo
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