Dati Anfia maggio 2026: autobus ancora in crescita (+81,9%)

Il dato risente delle ultime consegne legate alle scadenze del Pnrr

 

Anfia, acronimo di Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha rilasciato i dati relativi alle immatricolazioni di autobus con peso maggiore di 3,5 tonnellate nel mese di maggio 2026.

 

Nel quinto mese dell’anno sono state immatricolate 713 nuove unità, con un incremento dell’81,9 per cento rispetto allo stesso mese del 2025.

 

Per quanto riguarda i comparti si registra una crescita record del +98,7 per cento per gli autobus adibiti al trasporto pubblico locale, a cui seguono con il +86,2 per cento gli scuolabus, seguiti a loro volta dal + 80,6 per cento di autobus e midibus turistici, chiudono i minibus con +20 per cento.
Analizzando invece i dati del periodo gennaio-maggio 2026, i libretti di autobus rilasciati sono 3.097 (+34,9 per cento rispetto ai primi cinque mesi del 2025). Anche in questo caso la variazione è positiva per tutti i comparti: +61,1 per cento gli autobus adibiti al Tpl, seguiti dagli autobus e midibus turistici (+24,9 per cento) e dai minibus (+11,7 per cento), mentre gli scuolabus si fermano a +1,4 per cento.

 

Per quanto riguarda invece, l’analisi secondo l’alimentazione, la quota di mercato degli autobus alimentati a gas è del 6,6 per cento nel periodo gennaio-maggio 206 (era del 21 per cento nello stesso periodo del 2025), mentre gli elettrici, ibridi metano/elettrico e ibridi gasolio/elettrico rappresentano il 38,5 per cento, contro il 24,4 per cento del periodo gennaio-maggio 2025.

 

Paolo Marini, presidente della sezione autobus di Anfia e fondatore e Ceo di Tecnobus Industries ha dichiarato: “La forte crescita registrata a maggio (+81,9 per cento) non deve trarre in inganno. Questo risultato riflette le ultime consegne legate alle scadenze del Pnrr e conferma una criticità che il settore sconta da anni: un andamento ‘a fisarmonica’, caratterizzato da picchi artificiali della domanda seguiti da inevitabili rallentamenti. Una dinamica che penalizza la capacità di programmazione delle imprese e mette sotto pressione l'intera filiera industriale nazionale.

 

Per garantire stabilità al mercato e sostenere gli investimenti in innovazione e occupazione, è necessario superare la logica degli interventi straordinari e dotare il settore di risorse strutturali e di una programmazione di medio-lungo periodo. Al tempo stesso, occorre assicurare il rispetto delle clausole di tutela previste dalla normativa, a partire dall'articolo 170 del Codice dei contratti pubblici, affinché gli investimenti pubblici contribuiscano realmente a rafforzare la filiera europea in un contesto competitivo a geometrie variabili”.