Alexander Dennis cambia strategia
Uno stabilimento scozzese verrà convertito e l’altro chiuso
Lo scorso 31 marzo, Alexander Dennis, società controllata dalla canadese New Flyer Industries Group Incorporated, ha annunciato l'avvio di una consultazione su un nuovo approccio volto a garantire la continuità delle attività produttive in Scozia e a salvaguardare i posti di lavoro. La proposta prevede la conversione dello stabilimento di Larbert in un sito per la produzione di telai, a supporto di tutti i suoi bus a basse e zero emissioni, e la chiusura dello storico stabilimento di Falkirk, in linea con i già noti piani di dismissione del sito. Si salvaguarderebbero così circa 200 posti di lavoro qualificati nel settore manifatturiero e dei servizi di supporto, precedentemente a rischio di licenziamento, e si manterrebbero circa 350 posti di lavoro in Scozia, riducendo eventualmente sì di 115 unità i posti di lavoro, ma consentendo ad Alexander Dennis di reintrodurre la produzione di carrozzerie per autobus nel suo stabilimento di Larbert in un secondo momento, permettendo così all'azienda di rispondere positivamente alle esigenze future. In precedenza, l'azienda aveva proposto la chiusura di entrambi i suoi stabilimenti produttivi scozzesi di Falkirk e Larbert, con un rischio di licenziamento per ben 400 dipendenti.
Nel settembre 2025, Alexander Dennis e il governo scozzese hanno concordato un programma di cassa integrazione senza precedenti terminato lo scorso 22 marzo, volto a proteggere i posti di lavoro e la capacità produttiva a lungo termine in Scozia, che ha permesso all'azienda di proporre una soluzione diversa per i suoi colleghi del settore manifatturiero scozzese. Paul Davies, presidente e amministratore delegato di Alexander Dennis, ha dichiarato: “Proponiamo di mantenere i posti di lavoro e riavviare la produzione a Larbert, concentrandoci sulla produzione di telai. Questa rappresenta la migliore soluzione possibile per la nostra azienda, i dipendenti, i clienti e i partner della catena di fornitura nel contesto attuale. Questo nuovo approccio ci consentirebbe di allinearci meglio al mercato attuale, migliorando al contempo la nostra efficienza. Ci permette inoltre di continuare ad adattarci alle dinamiche di mercato in rapida evoluzione e sempre più complesse. Siamo grati al governo scozzese per il sostegno fornito attraverso il programma di cassa integrazione, che ha permesso di salvaguardare questi posti di lavoro, mantenendo le competenze e la capacità produttiva nella Scozia centrale. Continueremo a collaborare con il governo scozzese, le sue agenzie e i sindacati per supportare il personale durante il periodo di consultazione. C’impegniamo con la massima serietà a fare la cosa giusta per i nostri dipendenti e i nostri stakeholder, tutelando i posti di lavoro, investendo nella nostra attività e mantenendo una capacità produttiva strategicamente importante in Scozia.”
Nel 2025, il settore britannico della produzione di autobus ha perso una quota di mercato significativa: il 51 per cento di tutti gli autobus a zero emissioni acquistati nel Regno Unito proveniva da produttori esteri, con un aumento di 25 punti percentuali rispetto al 2024. Questo incremento degli acquisti da produttori non britannici si è verificato nonostante l'aumento dei contributi statali britannici al settore. Anche i recenti interventi governativi si sono rivelati ben lungi dall'essere le azioni coraggiose e decisive di cui il settore ha bisogno e rischiano di far perdere ai produttori nazionali un'ulteriore quota di mercato a favore dei concorrenti esteri. A tal proposito Davies ha aggiunto: “Il lavoro del gruppo di esperti sulla produzione di bus nel Regno Unito non pone sufficiente enfasi sull'importante contributo in termini di posti di lavoro ed economia che i produttori nazionali apportano al Regno Unito. Inoltre, i risultati del programma ScotZEB3 (lo Scottish Zero Emission Bus Challenge Fund, n.d.r.) sono incredibilmente deludenti, con la maggior parte dei finanziamenti destinati all'estero per sostenere la produzione di autobus e pullman in Cina. Continuiamo a ripetere a entrambi i governi l'appello a creare condizioni di parità, a riconoscere i costi di produzione nel Regno Unito e il fatto che questi costi più elevati si ripercuotono sull'intera catena di fornitura. La produzione in questo Paese ha bisogno di un maggiore sostegno se vogliamo generare i benefici economici di cui il Paese ha disperatamente bisogno.”
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