La terra trema ancora in Emilia

SITCARNuovo ‘terremoto’ in quel di Formigine (Mo), dove lo scorso 29 settembre, presso il tribunale di Modena, la carrozzeria Sitcar ha presentato l’ammissione al concordato preventivo (il ‘Chapter 11’ nostrano). Già nel 2009 l’azienda era stata oggetto di una profonda ristrutturazione e, con l’ingresso della nuova proprietà, l’attività sembrava essere ripresa a pieno ritmo, con tanto d’investimenti in altri settori. Se per diversi anni i nuovi investimenti si sono rivelati proficui e azzeccati, nell’ultimo – il restauro e la commercializzazione di auto d’epoca – qualcosa dev’essere andato storto, causando non poche perdite all’azienda, tanto da giungere al capitolo finale. Sitcar avrà tempo fino al 3 gennaio del prossimo anno per depositare un nuovo piano aziendale. Nel frattempo, il tribunale ha provveduto alla nomina del dottor Giulio Testi quale commissario giudiziale, che possa stilare un piano di rilancio da presentare in tribunale, così da mettere l’azienda al riparo da eventuali riscossioni forzate dei fornitori. Da un lato, gli operatori del settore sperano in un salvataggio dell’azienda e delle maestranze emiliane: Barbi, D’Auria e Sitcar sono infatti ormai gli ultimi carrozzieri italiani che rappresentano il vero tricolore dell’autobus sul mercato europeo. Dall’altro, clienti e committenti sono in attesa di vedere terminati quanto prima i veicoli e i telai in fase di allestimento, per poterli salvare da un possibile fallimento. Che nessuno si augura.

Kapena alza bandiera bianca

KAPENACon la dichiarazione del tribunale di Danzica (Polonia) del 24 agosto scorso e un debito pari a 5,6 milioni di Zloty (1.300.000 euro circa) finisce l’avventura dell’italo-polacca Kapena. Un fallimento ormai nell’aria, tanto che da tempo ormai qualche concessionario Iveco Acai aveva tolto dal proprio catalogo i veicoli del carrozziere in questione. Diversi sono stati gli incontri tra Cacciamali e qualche concessionario Iveco Acai per cercare di riallacciare i rapporti, ma la paura di questi ultimi - che hanno cercato di aiutare l’azienda polacca arrivando a pagare i fornitori delle materie prime pur di vedere completati i veicoli in lavorazione - è stata talmente forte da interrompere i rapporti in attesa di buone nuove. Spingendoli inoltre verso strade alternative, fatte di collaborazioni individuali con allestitori italiani, dell’Est europeo e iberici. Kapena però non si era scoraggiata e in un primo momento aveva provato a correre da sola, organizzando in quel di Brescia una propria struttura italiana dedicata alla vendita - in prima persona - di autobus e scuolabus su telai Iveco Daily e Mercedes-Benz Atego, riscontrando anche un discreto successo. Purtroppo ciò non è bastato per salvare l’azienda sempre più in profondo rosso ed è così che la famiglia Cacciamali ha dovuto portare i libri in tribunale. Ora, ai clienti e fornitori non resta che mettersi in fila tra i creditori con la speranza di riuscire a recuperare qualcosa.

Credits :: Privacy Policy :: Cookie policy

Casa Editrice la fiaccola srl - Via Conca del Naviglio 37, 20123 Milano - Partita IVA: 00722350154